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Rosmarino

Category: Piante aromatiche

NOME PIANTA:

Rosmarino

FAMIGLIA:

Labiate

NOME SCIENTIFICO:

Rosmarinus officinalis

NOMI VOLGARI

Ramerino - Rosamarina - Osmari -Sgulmarin- Tresomarino - Rumosino - Rusmarin.

ETIMOLOGIA:

Dal latino Rosmarinus

ros=rugiada maris=del mare ( sembra che il nome si riferisca al colore dei fiori che ricorda il celeste del mare).

Vi e una diversa ipotesi etimologica che fa derivare il nome da ROSA MARIS = "Rosa del Mare"

Oppure

 da RUS ( arbusto)MARIS = " arbusto del mare"

 

In ogni caso il suo nome lo apparenta strettamente al mare ed infatti il suo colore azzurro ricorda proprio il colore dell'acqua del mare.

 

 

HABITAT:

Il rosmarino cresce spontaneo in Liguria, Spagna, Grecia, Asia Minore, nelle regioni litoranee dell'Italia centro-meridionale e nelle Isole. È una delle specie che compone la famosa macchia mediterranea.

 

IDENTIFICAZIONE:

La forma raccolta e piena di vigore lo rende simile ad un piccolo ABETE.

Arbusto alto da 50 centimetri a 1,50 m.

Fusto LEGNOSO (suffrutice).

 

FOGLIE

Sessili   ( senza picciolo)

Aghiformi ( forma trattenuta)

Coriacee ( non essendoci acqua)

Strette

Con margini rivoltati verde scuro sopra biancastre sotto

 

FIORI

Colore di un delicato color malva, viola -azzurro in grappoli ascellari che compaiono in primavera

odore di incenso, igneo, severo fortifica la coscienza

sapore aromatico astringente

I fiori non sono limitati nella pianta all' apice vegetativo ma intervallati alle foglie. L’ impulso floreale scende nell’alveo fogliare

Dai fiori è possibile ricavare un ottimo miele

 

PROPRIETÀ CURATIVE:

Abbiamo appena descritto che l'mpulso floreale è molto forte scende fino all' albero fogliare ciò significa che la sua sfera d'azione si situa tra la digestione e la respirazione  vedi testimonianza di Isabella d'Ungheria con azioni stimolanti e riscaldanti spiegate dalla presenza di oli eterei che impregnano non solo il fiore ma anche lo stelo fusto e le foglie no radice particolarmente forte o particolarmente legata alla Terra no azione su sistema neuro sensoriale

Calore    alveare È l'elemento che caratterizza tutta la famiglia, ma è nel rosmarino che il principio calorico afferma pienamente il suo primato. Il centro di calore nella pianta è rappresentato dal sole, che si trova al di fuori della pianta. Nel rosmarino il calore afferra la pianta ad un grado così elevato da indurlo a produrre essenze ed olii eterei che sono per eccellenza le sostanze più imparentate con il calore. E’ come se il calore le avesse formate a propria immagine e somiglianza. Gli olii eterei infatti sono molto ricchi di idrogeno; l'essenza di rosmarino in particolare è la sostanza più idrogenata che si conosca e l'idrogeno è a sua volta la sostanza terrestre più apparentata con il calore

L' idrogeno inoltre è straordinariamente volatile (è la sostanza più leggera sulla terra), sale verso l'alto come il calore ed è anche altamente infiammabile.

Il contenuto di idrogeno aumenta con l'altezza - ad esempio 150 Km 99,5 % - e tale spinta ascensionale viene sfruttata nella tecnica di costruzione di mongolfiere e dirigibili. Persino il piombo diventa gas se si lega all'idrogeno  che brucia con la fiamma più calda di tutti gli altri elementi: si pensi, ad es. che con la fiamma ossidrica (miscuglio di  H + O) si possono saldare ferro e acciaio. L' idrogeno è calore che scioglie.

 

Nella pianta la forza materializzante della primavera (germogli gemme foglie)si trasforma con il passare dei mesi in calore solvente dell'estate che si esprime con l'apparizione eterea del Fiore. Le forze del calore agiscono all'interno della pianta sciogliendo l'amido in zucchero, lo zucchero in altre sostanze più sottili. Quando poi con l'estate arriva la stagione più calda dell'anno la pianta si diffonde in profumo, calore e polline nell'universo. Il fiore è la parte della pianta in cui la materialità viene sciolta ed emanata. Il rosmarino fiorisce durante l'estate, produce oli eterei fin nelle foglie e nel fusto ed è quindi l'esempio di come le forze di calore abbiano tenacemente afferrato questa pianta trasformandola completamente in olio etereo. Il rosmarino è dunque calore materializzato.

 L'essere umano si distingue dalle piante e da molti animali perché ha il centro di calore al proprio interno (omeotermia) a differenza delle piante che normalmente lo hanno fuori di sé. La natura calorica del rosmarino lo mette in relazione strettissima con l'essere umano. Il rosmarino agisce nel calore dell'uomo ossia nel suo sangue stimola potentemente la circolazione a vari livelli combatte infatti efficacemente l'anemia le mestruazioni insufficienti e disturbi circolatori gli organi ben irrorati funzionano meglio.

 

Vedi uso erbe aromatiche in cucina stimola la digestione calore scioglie crampi antispasmodico astenia bassa pressione affaticamento convalescenza tonico potente memoria cellulite capelli impotenza asma

 

CURIOSITÀ:

Pianta anticamente consacrata al culto più che alla medicina il rosmarino e' stato simbolo di IMMORTALITA' e RINASCITA per gli Egizi che usavano metterne una manciata in mano al defunto per facilitarne il viaggio nell'oltretomba.

L'uso funerario si diffuse non solo nel mondo mediterraneo ma anche nel Nord. In Italia si componevano le corone funebri con ALLORO - MIRTO e ROSMARINO ( usato anche per allontanare serpenti, scorpioni, tarme).

Il suo profumo avrebbe anche potenziato la MEMORIA, cosicché sì usava studiare tenendone sul tavolo un rametto o cingendosene le tempie a mo' di corona.

A questa proprietà allude OFELIA nell'Amleto quando dice a LAERTE: "Ecco del rosmarino, questo è per la rimembranza; vi prego, amore, ricordate...".

Grazie a queste sue proprietà magiche e sacrali si attribuivano al rosmarino mirabolanti proprietà medicinali. Esisteva, ad esempio,  un rimedio, tutt' ora noto come Acqua della Regina d'Ungheria, che la regina Isabella, settantaduenne, inferma nelle membra e affetta da gotta, cosi descriveva: “questo rimedio rinnova le forze, solleva lo spirito, pulisce il midollo, da’ nuova lena, restituisce la vista ed è eccellente per lo stomaco e per il petto".

 

Menta (Mentha piperita)

Category: Piante aromatiche

NOME PIANTA:

Menta

 

FAMIGLIA:

Labiate

 

NOME SCIENTIFICO:

Mentha rotundifolia

Mentha viridis o spicata (menta romana)

Mentha pulegium

Mentha piperita (incrocio spontaneo tra M. aquatica e M. spicata)

 

NOMI VOLGARI

Mentastro, erba pelosa, sosembro (M. rotundifolia)

Erba romana, bonamenta o erba diavolona (M. viridis)

Mentastro, puleggio (M. pulegium)

ETIMOLOGIA:

Dal nome della Ninfa Minthe o Myntha, appartenente al gruppo delle Naiadi, dee minori che presiedevano a tutte le acque dolci della terra e possedevano proprietà guaritrici e profetiche.

Myntha divenne amante di Ade ma fu abbandonata dal dio quando questi rapì proserpina e ne divenne lo sposo.

Proserpina, gelosa del marito, fece a pezzi la ninfa, ma Ade le consentì di trasformarsi in erba profumata.

Demetra la punì rendendola sterile.

 

 PROPRIETÀ CURATIVE:

Azione tonico-eupeptica, antisettica del cavo orale e antibatterica.

In campagna le piante appartenente al genere Mentha vengono usate  ancora oggi contro le punture d'insetto infatti le foglioline strofinate sulla pelle agiscono come analgesico e antisettico.

 

M. piperita

In questa pianta il principio calorico che caratterizza la Famiglia di appartenenza lotta contro l’elemento umido e freddo. Ne risulta un’azione curativa stimolante e riscaldante , atta a combattere le stasi digestive, i crampi, i gonfiori, a favorire il ciclo mestruale e la potenza virile, nonché sciogliere gli spasmi uterini. Combatte anche le palpitazioni e le eccitazioni cardiache.

Il fegato, organo in cui i liquidi interagiscono intensamente con il calore, viene stimolato da questa pianta che appartiene contemporaneamente al calore e all’acqua.

M, pulegium

In questa pianta la lotta tra l’elemento calorico proprio delle Labiate e ed il principio acqueo estraneo al loro essere è ancora più accentuato che nella M. piperita, per questa ragione la sua azione stimolante sul fegato è ancora più intensa di quella esercitata dalla M .piperita.

Tra le virtù del puleggio troviamo quelle di sciogliere i crampi, di stimolare la digestione e di riscaldare in generale gli organi digestivi.

 

Salvia

Category: Piante aromatiche

NOME PIANTA:

Salvia

 

FAMIGLIA:

Labiate (labbra) 500 specie nel genere salvia

 

NOME SCIENTIFICO:

Salvia Officinalis

 

NOMI VOLGARI

Salvia di uccelli -  Erba Sacra  tè di Grecia -  Erba salvia -  Salvia da Osèi – Selvia -   S’alevia -Salvia bianca

 

ETIMOLOGIA:

Dal latino SALVUS  (sano, salvo)

SALUS (salute)

 C'è chi sostiene provenga da Tedesco SAL- BEI

 Altri dal greco SO’ZO (conservo)

 e da Bios ( vita) “la pianta che conserva o salva la vita”.

Per questa ragione è simbolo di Salute.

 

 

CURIOSITÀ

Considerata panacea, tant'è vero che una volta in campagna si credeva che la vita e la salute del padrone di casa, della moglie o dell'ultimo nato dipendesse da quella della salvia, così come spiega un proverbio veneto: “quando mor la salvia che xe in orto more el paron de casa o l'è za morto”.

La scuola Medica di Salerno denominava questa pianta SALVIA SALVATRIX.

La salvia era considerata anticamente anche afrodisiaca e favorente il concepimento, dotata inoltre di capacità di regolare i cicli mestruali. Credenza non infondata perché si è scoperta nella pianta la presenza di una sostanza ESTROGENO - SIMILE che regola la sfera riproduttiva. Usata a scopo divinatorio, le foglie, bruciate, servivano ad allontanare gli incubi notturni.

La salvia insieme con lo zafferano, la cannella e l'aglio componeva un talismano - amuleto che aveva la virtù di mantenere in buona salute e di proteggere dagli influssi malefici.

LA LINGUA VEGETALE

Secondo la teoria delle segnature di Osvaldo Collio - clinico allievo di Paracelso (fine 500) -  la salvia fu esaltata come rimedio nel trattamento delle malattie della lingua e del cavo oro-

faringeo data la sua somiglianza, appunto, con la lingua.

 

La medicina contemporanea ha accertato effettivamente che la salvia è un ottimo rimedio per la cavità orale. Usandone  l'infuso per sciacqui si possono curare gengiviti, ferite sulla lingua e irritazioni alla gola ( gargarismi).

D'altronde da tempo  immemorabile ci  siamo puliti i denti strofinandoli con le foglie, come riferiva Boccaccio nella sua novella(Decameron giornata quarta novella XXVII).

 

 IDENTIFICAZIONE

Radici  RADlCI

  • fortemente avvinghiate alla Terra
  • difficile da sradicare sezione quadrata del fusto ( 4 C
  • azione consolidante, terrestrizzante del tannino

habitat rocce calcaree delle coste della Dalmazia dei Balcani della Grecia della Spagna fino a 800 metri di altezza

IDENTIFICAZIONE

Da 30 a 70 centimetri fusto ramificato a sezione quadrata

forma raccolta stelo verticale sezione quadrata legnoso vigoroso

FOGLIE

Grandi oblunghe riccia late ovali lanceolate verde biancastro secche due % di Holly eterei 5-6% resina 5 % acido tannico

 persistenti spesse carenate coste nervature

FIORI

Blue violacei maggio luglio grandi odorosi ricchi di nettare da 3 a 6 per cento verticillo in spighe terminali corolla lunga a due labbra lymph trilobato odore aromatico vedi anche salvia tannino Clarea pagina 260 vedi anche ed era panino terrestre pagina 100 31

La salvia aggiunge alle proprietà curative legate al calore tipiche delle Labiate il processo consolidante del tannino

 forma raccolta stabilizzata intorno ad uno stelo bene verticale a sezione quadrata legnoso robusto foglie spesse radici fortemente ancorate a terra pianta che dà l'idea di compattezza stabilità vigore

la sezione quadrata dello stelo rimanda al n. 4 il numero del carbonio

Il carbonio è la base strutturale di tutto il mondo organico vivente ogni sostanza organica lascia come residuo uno scheletro di carbonio il carbonio è uno dei pochi elementi insieme all'idrogeno capace di legarsi con se stesso oltre che con altri elementi. Esso è dotato di 4 valenze 4 braccia che possono legarsi creando infinite combinazioni di strutture molecolari il carbonio produce alcuni milioni di sostanze note mentre tutti gli altri elementi insieme ne contano solo alcune decine di migliaia enorme forza organizzativa e strutturale del carbonio. Nella salvia questa forza strutturante è legata in particolare al tannino

 

 

 

 PROPRIETÀ CURATIVE:

Proprietà curative legate al tannino

Antisettica

anti idrotica (dona organismo dei liquidi asma tannino ricuce il giusto legame tra astrale ed eterico)

Fitoestrogeni

 

Intervento Finanziato dal Programma Operativo Regionale Veneto 2007-2013 - Parte FESR.

AZIONE 1.3.4Interventi innovativi di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale

 

 

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